Marsala è il comune più grande della provincia di Trapani sia per numero di abitanti che per estensione del suo territorio (241,6 km2 con 82.514 abitanti). È nota per la produzione del vino omonimo e per lo sbarco di Garibaldi. Ma non è solo questo. Marsala è molto di più.

Marsala e il suo territorio rappresentano, nell’ambito della civiltà mediterranea un punto di partenza imprescindibile. Miti e leggende, eroi, popoli, grandi filosofi, artisti, letterati si sono avventurati in queste terre.

Attorno alla fondazione di Lilybeo possiamo già ipotizzare alcuni caratteri che rientrano nella dimensione mitico-letteraria. Le origini si fanno risalire al VIII Sec. A.C. quando i navigatori Focesi, Micenei, Fenici, provenienti dalle coste dell’Egeo, approdarono nell’odierno arcipelago dello Stagnone. Qui vi fondarono Mothia e successivamente nel 397 a.C. Lilybeo, che vanno considerati fra i primi nuclei abitativi costieri della Sicilia Occidentale, attorno ai quali si sviluppò una fiorente attività artigianale e commerciale organizzata.

Sull’origine del nome sappiamo che i Greci, come ci riferisce Philipp Cluver, chiamavano la città: Lilybaeo Lilybuaio e Lilubaitan, come attesta Stefano Bizantino, e come è Lilybaei e Lilybaetae dei quali ne riferisce nella sua Biblioteca Storica Diodoro Siculo. Traendo spunto da questa presenza fluente dell’elemento greco e semitico, alcuni studiosi localizzano ad esempio in queste zone la narrazione omerica delle vicende di Ulisse, legate appunto allo sviluppo della talassocrazia egea, che si contrapponeva alla potenza cartaginese sul mare e ai sicani dell’entroterra. Tutto ciò si ripercuoteva a livello religioso e culturale con l’affermarsi di pratiche sociali, culturali, artistiche multietniche. Ne è testimonianza la produzione artistica del periodo compreso fra il 5° e il 2-3° secolo a.C., che tende a riprodurre in stilizzazioni ellenistiche caratteri, funzioni
e significati di tipo semitico egizio. Gli amuleti e le collane ritrovate ad es. nello Stagnone, rappresentano emblematicamente il culto egizio di Horus, nonché la devozione alle divinità naturali, quali il bue Api, simbolo di fertilità e la dea Osiride, legata al culto lunare.